Gnocchi di Hokkaido alla salsiccia
Ecco il primo contributo del fratellone! Tutto per voi:
Ieri sera per una
celebrazione familiare, ho deciso di fare qualcosa di
laborioso.
Ecco che sono nati
gli gnocchi "Gnocchi di Hokkaido alla salsiccia", nei
quali ho utilizzato un "potimarron" ossia una zucca asiatica (zucca di
Hokkaido) piccola e dalla buccia dura e molto arancione, con una carne poco
acquosa e dal gusto di burro e castagne.
Si sa che il nemico
degli gnocchi e' l'acqua. Ossia: piu' c'e' acqua nelle patate (ed in questo caso
nella zucca) e piu' farina si é costretti ad aggiungere per riuscire a
"dominare" il composto e fare gli gnocchi senza incollarsi al piano di lavoro.
Senza dire che gli gnocchi pieni di farina sono poi dei sassi da
digerire.
Il trucco c'é, e
probabilmente non e' neanche tanto segreto, solo che io l'ho vissuto come una
folgorazione quando me ne sono reso conto: il forno! Ossia, non é che bisogni
folgorarsi col forno elettrico, basta arrostirci la zucca, e farci asciugare le
patate lesse prima di spellarle ed impastarle.
Ingredienti
e dosi (ovviamente indicative, io faccio tutto ad occhio, le variabili
in cucina sono infinite e dipendono dall'esperienza e dall'abilità del cuoco
oltre che dal suo gusto, dalla qualità degli ingredienti e degli
utensili. La cucina non é una scienza, bensi' un atto di
fede.)
Per gli
gnocchi:
800
g Polpa di Patate già bollite
225 g Polpa
di Zucca di Hokkaido cotta in forno
200
g Farina (e' una dose massima, meno se ne incorpora meglio
é)
Noce moscata: quanto
basta (e per quanto mi riguarda un po' di piu')
Niente sale né altri
aromi
Per il
condimento:
6 salsiccie umbre
4 pomodori maturi
2 coste di sedano
1 carota
1/2 bicchiere vino
bianco
1 pezzetto di burro
1 filo d'olio evo
Niente sale né altri
aromi.
Parmigiano reggiano
grattugiato
Ecco come ho
proceduto. Bisogna sincronizzare la cottura del sugo con la preparazione degli
gnocchi: il sugo deve essere pronto quando i primi gnocchi saranno
scolati.
Preparazione
degli gnocchi:
Lavo strofino
asciugo il potimarron e lo taglio senza sbucciarlo a spicchi, lamelle, fette di
circa un centimetro e mezzo. Le metto in strato singolo su una teglia sulla
carta forno, e le metto in forno a 180° per mezz'ora circa. Devono cuocere,
perdere i liquidi e non abbrustolire, altrimenti come faccio a farne una purea
liscia? A fine cottura le sbuccio con un coltello o un cucchiaio, grattandone la
parte cremosa proprio vicino alla buccia, e passo il tutto allo
schiacciapatate, ottenendo i classici filamenti di purea.
In
parallelo metto le patate ben lavate, con tutta la buccia, in una pentola,
e ricopro d'acqua (niente sale). Porto a bollore, e dopo una mezz'ora scarsa
(dipende dal calibro delle patate, che dovrebbero avere pezzatura omogenea)
saranno pronte. Devono essere ancora ben consistenti, non spaccate e piene
d'acqua. Quando uno stecchino penetra fino al cuore delle patate, scolo e
ripongo le patate lesse sulla stessa teglia usata per le zucche, le rimetto in
forno e le lascio asciugare 10-15 minuti sempre a 180°: non devono indurirsi
sull'esterno, ma espellere piu' acqua possibile e diventare morbide e cariche di
amido.
Sbuccio le patate
ancora calde, le passo allo schiacciapatate nella ciotola dove c'é già la
zucca.
Aggiungo abbondante
noce moscata grattugiata.
Sulla spianatoia
infarinata spargo i filamenti di zucca e patate, ancora caldi o almeno
tiepidi, e aggiungo la metà della farina. Lavoro la massa senza
schiacciarla troppo, includendo la farina e rendendola liscia. Bisogna
trattarla bene, coccolarla quasi, se maltrattata la patata si vendica
rilasciando tantissimo amido colloso e diventando appiccicosa e non lavorabile.
Un po' per volta aggiungo la farina restante, cercando di includerne il meno
possibile. Meno farina c'e', piu' gli gnocchi saranno leggiadri, cuocieranno
velocemente, e si scioglieranno in bocca, senza bisogno di masticare e senza
riassemblarsi poi nello stomaco appesantendovi.
Una volta
soddisfatto dell'impasto, lo lascio riposare dalle sue fatiche ben infarinato e
coperto sotto una ciotola rovesciata, per un quarto d'ora.
Poi procedo
canonicamente a fare i rotolini di impasto, e a dar forma agli gnocchi. A me
piacciono di piu' quando sono piccoli, per cui mi tengo tra il mezzo ed il
centimetro di diametro. Taglio gli gnocchi, li faccio passare in un
mucchietto di farina per ricoprirne le parti ancora esposte, e li metto li'
sulla spianatoia in strato singolo ad attendere il loro destino. Se l'impasto
e' venuto bene, non si incolleranno né alla spianatoia né tra loro. Evito
pero' di sovrapporli.
Con questo impasto
non "rigo" gli gnocchi: sono troppo morbidi... quando invece faccio solo
patata, li rigo per una ottimale tenuta del sugo. Non possiedo un rigagnocchi, e
quindi uso un mattarello da tonnarelli, che tengo in mano con la sinistra e ci
ripasso sopra gli gnocchi con la destra. Ma qui poco
importa.
Metto una bella
pentola con un buon fondo spesso e parecchia acqua, questa volta con sale
grosso, e porto a bollitura. Deve proprio venir su a bolle grandi, altrimenti
appena aggiungo gli gnocchi mi va sotto di temperatura e gli gnocchi
assorbiranno piu' acqua del dovuto. Metto giu' gli gnocchi pochi per volta, giro
subito l'acqua per evitare che si attacchino al fondo (senza pero' distruggerli:
delicatezza, ci vuole, ed un cucchiaio di legno). Dopo poco vengono a galla, ma
come dice la Ravaioli non sono ancora cotti del tutto: ci vogliono tre-quattro
minuti (meno farina c'e' nell'impasto, meno cottura abbisognano, e viceversa).
Li accarezzo con una schiumarola, e li tiro via quando sono perfetti,
adagiandoli in una pirofila da forno leggermente imburrata, scuotendola e
facendoci saltare gli gnocchi. Le gocce d'acqua di scolatura ed il burro li
avvolgeranno di un sensuale strato che li farà stare bene.
Man mano che procedo
con la cottura metto nella pirofila strati di gnocchi e qualche cucchiaio del
sugo che li accompagnerà. E' importante tenere il sugo un po' lento, che la
pasta fresca in generale ed anche gli gnocchi non amano rimanere asciutti e
raggrinzirsi. Ogni tanto aggiungo una spolverata di
parmigiano.
Li faccio riposare
un poco nel condimento, al limite un lieve passaggio in forno per eliminare
l'umidità qualora fosse eccessiva.
Preparazione del
sugo:
Sbuccio e pulisco
sedano e carota (ed eventualmente si puo'
aggiungere 1 cipolla piccola), e li taglio a cubetti.
Spello e sgrano le
sei salsicce. Metto una bella padella ampia e antiaderente e la faccio bella
calda. Salto le salsicce, sgranando bene, lasciando abbrustolire un po'.Una
variante possibile e' l'aggiunta di semi di finocchio macinati (ma ho
dimenticato di provare). Aggiungo il pezzetto di burro ed il filo d'olio, lascio
saltare, sfumo con mezzo bicchiere di vino bianco, dopo due tre
minuti tolgo dal fuoco la salsiccia e la lascio in attesa,
scolando i liquidi (grassi) nella padella.
Aggiungo sedano e
carota, dopo due minuti abbasso il fuoco e li lascio stufare a fuoco medio,
quando sono ammorbiditi aggiungo le salsicce.
Sbuccio e pulisco i
pomodori, eliminando l'anima bianca centrale, li taglio a
cubetti. Dopo poco li aggiungo alla padellata, e lascio
cuocere. Nel frattempo metto nel bollitore (o in un pentolino)
dell'acqua da portare ad ebollizione. Quando il sugo si ritira
asciugandosi, lo bagno con l'acqua bollente, facendolo asciugare e
ribagnandolo tre volte, in ogni caso fino a cottura completa delle verdure
e disfacimento dei pomodori. Per "caricare" un po' il sugo, che resta comunque
chiaro e mai rosso, si potrebbero aggiungere due cm di concentrato di pomodoro
(io lo prendo in tubetti).
Sottolineo che non
occorre aggiungere sale né pepe, in quanto le salsicce umbre sono ben speziate.
Se si utilizzassero salsicce piu' "sciocche", sarebbe opportuno aggiustare di
sale e pepe.
Il risultato
dovrebbe essere cremoso e saporito:

Commenti
Posta un commento